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Aboliti i "ponti" - Lampani PDF Stampa
Mercoledì 17 Agosto 2011 00:00

da Repubblica di oggi 17 Agosto 2011

Il mito del ponte, ma anche senza si può guadagnare

Le festività infrasettimanali "non concordatarie" verranno spostate al lunedì. Adeguandosi a quanto avviene in tutta Europa, come ha detto il ministro dell´Economia. Questa norma "anti ponti", che unificherebbe l´Italia alle altre grandi nazioni europee e agli Stati Uniti, a detta degli operatori di settore, rischierebbe tuttavia di dare il colpo di grazia al turismo della regione Liguria. Sarà così?

Una premessa. Questo 2011, che tutti non vedono l´ora finisca, dei "ponti" ha già fatto a meno. Basta scorrerne il calendario. Primo maggio di domenica, il 25 aprile, addirittura, caduto nel giorno di Pasquetta. Un caso che ha aiutato Tremonti a decidere? Stando ai dati pubblicati da Bankitalia solo a inizio di agosto, parrebbe di sì. Almeno per quanto riguarda il turismo straniero nel nostro Paese.
A maggio la bilancia dei pagamenti turistica italiana ha presentato un saldo netto positivo di 1.345 milioni di euro, a fronte di uno di 1.186 milioni nello stesso mese dell´anno precedente. Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, per 2.863 milioni, sono aumentate del 4%; quelle dei viaggiatori italiani all´estero, per 1.518 milioni, sono diminuite del 3,1%. Parliamo di maggio. Sarà stata una rondine che non fa primavera? No. Infatti nel periodo gennaio-maggio si è registrato, in Italia, un avanzo di 3.079 milioni di euro, a fronte di uno di 2.897 milioni nello stesso periodo dell´anno precedente.
Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia, per 10.358 milioni, sono aumentate del 4,1%. Sempre nel periodo gennaio-maggio i viaggiatori stranieri che hanno alloggiato in albergo e villaggio turistico hanno speso il 7,3% in più rispetto al corrispondente periodo del 2010; si sono verificati incrementi di spesa più contenuti per chi ha soggiornato in casa in affitto (4,7%) e per i non pernottanti (4,1%).
I dati sono nazionali, dunque comprendono anche la Liguria. Poi c´è il dato di Federalberghi, che ha confermato che a giugno scorso i nostri hotel hanno segnato un +8,7% di presenze. Liguria compresa nella percentuale.
Dunque gli stranieri in Italia, ed in Liguria, vengono. E spendono. Il problema sta, quindi, negli italiani? Ma questi, come si è letto, tendono a partire di meno per l´oltreconfine e sempre tendono a restare – e spendere, anche se meno – nelle nostre strutture. Quindi la questione di attrarli sta nella Liguria, nel proprio indubbio appeal, da promuovere con capacità e caparbietà. Ma se la Liguria, come dicono gli operatori, cala e le altre regioni no, ci sarà un motivo. Forse da noi ci sarebbe da "fare sistema" tra istituzioni ed operatori. La terminologia è vecchia ed abusata. Ma dalle altre parti (Veneto in primis) è ancora di moda, e funziona. Sarà forse importante rilanciare, per la Liguria, lo sfruttamento di periodi a minor valore aggiunto? Sarà forse importante rilanciarsi come territorio unico, visto che le province non ci sono più? Senza innovazione radicale, è l´unica certezza, anche l´ombrellone rischia di mettersi in coda alle altre crisi del territorio.

 
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